PIETRO DI GENNARO

... one of the rest of us ... questo blog e' la piazza virtuale del disagio, delle rivendicazioni e delle proposte sindacali e politiche. Il luogo del ragionamento, delle idee e delle denunce per la difesa dei diritti e della dignita' dei lavoratori e dei cittadini.



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Operaio informatico dalla prima metà degli anni 80’ ad oggi, è nato nel 1966 a Salerno. Dal 1999 è assistente tecnico presso il Dipartimento di Fisica “E.R. Caianiello” dell’Università degli Studi di Salerno. Da oltre 20 anni segue e lavora con passione su prodotti e tecnologie di Apple Computer, con particolare attenzione agli sviluppi dei sistemi informativi in ambito collaborativo di workgroup locale e geografico. Dal 1996 al 1999 collabora con il mensile “Applicando” (rivista specializzata di informatica per Macintosh) del gruppo editoriale JCE di Milano con articoli dedicati al networking (TCP/IP, ISDN e linee dedicate, FastEthernet, videoconferenza, Internet, etc...). Dal 1997 al 1999 è amministratore di sistema presso l’I.I.A.S.S (Istituto Internazionale per gli Alti Studi Scientifici) di Vietri sul Mare (SA). Dal 2004 è sindacalista delle RdB-CUB Pubblico Impiego. Interessandosi di diritto alla salute nel lavoro, nel 2006 si avvicina alle nanotecnologie aderendo alle campagne “ferramenta ambulante” e “ricerca imbavagliata” di Beppe Grillo che oggi critica sostenendo la necessità di ricerche pubbliche concorrenti contro ogni possibile conflitto d’interesse privato.
“L’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande sono gli orizzonti che si fondono nell’eccellenza della ricerca scientifica come limiti impropri che confinano ogni realtà tangibile, ogni progresso”.
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giovedì, 02 luglio 2009

3 luglio - la fiera della pubblica amministrazione

SCIOPERO GENERALE DEL PUBBLICO IMPIEGO

3 luglio 2009

striscione

Roma -  ore 10.30 processione precaria della Beata Assunta; ore 11.30, Manifestazione al Ministero della Funzione Pubblica, Palazzo Vidoni, dove sarà allestita la “Fiera della P.A.”, con attrazioni animate dai lavoratori pubblici fra cui: il Tiro a segno ministeriale, il Tunnel dell’orrore precario, il Tappeto del lavoro flessibile, il Gioco delle tre carte di produttività; la Zona fitness per dipendenti sovrappeso; i Gonfiabili dei fannulloni; la Cartomante che vede il futuro della P.A.



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domenica, 21 giugno 2009

Perché la RdB CUB ha proclamato il 3 luglio uno sciopero di 3 ore in tutto il Pubblico Impiego?

logo_rdb_cubStampa “libera”: l’intervista che non leggerete mai sui giornali!
Perché la RdB CUB  ha proclamato il 3 luglio uno sciopero di 3 ore in tutto il Pubblico Impiego?
Perché abbiamo ritenuto necessario dare una risposta forte ai contenuti del decreto Brunetta, prima che il testo sia definitivamente approvato. Lo sciopero sarà di 3 ore in tutti i comparti del Pubblico Impiego, mentre nella Sanità sarà per l’intera giornata. Lo sciopero sarà preceduto da assemblee nei posti di lavoro e da iniziative di varia natura  che coinvolgeranno tutti i settori del Pubblico Impiego e tutto il territorio nazionale. Vogliamo far capire ai lavoratori cosa sta succedendo e le ripercussioni che la legge avrà sul loro salario, sui loro percorsi di carriera, sull’organizzazione del lavoro.
Era proprio necessario ricorrere allo strumento dello sciopero?
Chiunque abbia letto con un minimo di attenzione l’ultima versione del decreto si è reso immediatamente conto della portata della “rivoluzione” che il Ministro intende adottare. Se il testo dovesse passare così com’è non solo i lavoratori pubblici pagheranno un prezzo altissimo, ma si arriverà in brevissimo tempo alla “desertificazione” della Pubblica Amministrazione.

Ma che cos’è il decreto Brunetta?
E’ un decreto legislativo in attuazione della legge delega n° 15/2009 che riprende i contenuti del piano industriale presentato dal ministro all’indomani della sua nomina.

Quali sono i contenuti del decreto che secondo la RdB meritano necessariamente di  una risposta da parte dei lavoratori?
Secondo noi è da respingere l’intero impianto. Infatti dietro il miraggio dell’efficienza e della trasparenza della Pubblica Amministrazione si nasconde il vero scopo di tutta questa operazione: dimostrare che  i lavoratori pubblici sono improduttivi e quindi licenziabili, che ci sono strutture pubbliche inefficienti e quindi da sopprimere per arrivare ad una pubblica amministrazione, non snella, ma ridotta all’osso, al servizio esclusivo delle imprese, che fornirà servizi sociali di sussistenza ai cittadini e regalerà al privato la gestione, dietro pagamento, di tutto il resto.

Ma non avete paura di essere tacciati come quelli che difendono l’inefficienza della Pubblica Amministrazione e l’improduttività dei pubblici dipendenti?
Assolutamente no! Abbiamo  sempre denunciato con forza, in tutte le occasioni i mali della Pubblica Amministrazione. Sappiamo anche noi che ci sono molte cose che non vanno. Ma conosciamo anche le cause della malattia ed abbiamo cercato di fornire le medicine giuste. La lotta per la stabilizzazione dei precari pubblici è nata non solo dalla giusta rivendicazione del diritto al lavoro, ma anche dalla consapevolezza che questi lavoratori consentono alle strutture pubbliche di continuare ad erogare i servizi all’utenza.  Abbiamo denunciato la “mala sanità” pubblica attraverso  la pubblicazione di libri bianchi inviati alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, evidenziando che non sono i lavoratori responsabili dell’inefficienza, ma gli sprechi determinati dal sistema degli appalti e delle esternalizzazioni, come  è emerso dai casi di cronaca degli ultimi anni. Abbiamo pubblicato un dossier sulla giustizia dove oltre ad aver evidenziato come le continue  riforme in materia  invece di accelerare i tempi della giustizia, paradossalmente li dilatano, segno evidente della  volontà precisa di non farla funzionare, abbiamo formulato proposte costruttive per modificare lo stato di cose. Gli esempi potrebbero continuare all’infinito e riguardano tutti i settori, dalla previdenza al fisco, dalle amministrazioni locali alla difesa. Anche le nostre battaglie condotte contro i tagli alla spesa pubblica e contro il blocco delle assunzioni vanno proprio in questa direzione.

Ma non ritenete che sia necessaria una differenziazione stipendiale dei lavoratori pubblici in base alla loro produttività?
Innanzitutto vorremmo sottolineare come attualmente siano già previste all’interno dei contratti del pubblico impiego delle disposizioni che permettono di differenziare il salario accessorio dei dipendenti sulla base dei risultati raggiunti. Ma vorremmo anche sottolineare come i compensi del sistema premiante, i cosiddetti premi di produttività, siano finanziati in buona parte non con soldi freschi, ma con parte degli aumenti contrattuali che, anziché essere destinati all’incremento tabellare, confluiscono nei fondi per il salario accessorio delle pubbliche amministrazioni. Ma vorremmo andare oltre queste, per noi essenziali, considerazioni. Le graduatorie previste da Brunetta, che dividono i lavoratori tra buoni, meno buoni e cattivi, in base ad un concetto di meritocrazia del tutto opinabile, creeranno inevitabilmente disfunzioni organizzative a totale scapito della produttività. Come è pensabile poter affermare senza ripercussioni sull’attività lavorativa  che in una struttura pubblica di cento persone solo 25 siano meritevoli dell’intero compenso? E’ del tutto evidente che il fine ultimo non è quello di produrre maggiore efficienza o migliore servizio all’utenza…

E’ un dato di fatto però che l’utenza molto spesso si lamenta del servizio reso dalla Pubblica Amministrazione…
Bisogna innanzitutto sfatare anche questa sorta di “leggenda metropolitana” e l’autogol di Brunetta sugli emoticons all’Inps lo dimostra in maniera inequivocabile: il 91% delle risposte fornite dagli utenti  ha dato un giudizio positivo nei confronti del servizio reso dall’Ente previdenziale. Ma anche in questo caso cerchiamo di dare una risposta più articolata. Se un qualsiasi cittadino si reca in un servizio pubblico e non riceve una risposta adeguata alle sue esigenze, inevitabilmente si “incazza” con chi gli sta di fronte, che nella maggior parte dei casi è l’operatore allo sportello. Ma quanti, tra la minoranza insoddisfatta,  sanno che nella stragrande maggioranza dei casi la risposta non viene data nei modi e nei tempi attesi a causa di leggi farraginose, o  della mancanza di formazione degli operatori, o della carenza di macchinari che non possono essere acquistati per mancanza di fondi, o del malfunzionamento delle procedure informatiche, o della carenza di personale che dilata i tempi di risposta? Quanta parte di questa utenza sa di trovarsi di fronte a lavoratori precari, molto spesso subappaltati, che non hanno ricevuto neanche un’adeguata formazione o a lavoratori “mansionisti”, costretti cioè a fornire prestazioni a cui non sono tenuti e per le quali non vengono retribuiti?

Il decreto Brunetta  investe la dirigenza pubblica di nuove responsabilità. Qual è la vostra opinione a riguardo?
La normativa che viene introdotta dal decreto sulla dirigenza  ci preoccupa e non poco. La dirigenza della pubblica amministrazione è una dirigenza quasi totalmente lottizzata e legata mani e piedi ai poteri sindacali e politici di riferimento. Oggi, con le nuove regole, questa dirigenza, che avrà il potere di decidere salario, percorsi di carriera ed anche posti di lavoro dei dipendenti pubblici, si troverà a doversi assumere quelle responsabilità che non è mai stata capace di assumersi. Non è difficile immaginare che per non essere colpita in prima persona non esiterà a colpire i lavoratori. Su questo i dipendenti pubblici devono riflettere, ed attentamente. Nessuno pensi di essere tra gli eletti perché, una volta incrinata la solidarietà tra lavoratori, non ce ne sarà più per nessuno…

Ma le altre Organizzazioni Sindacali?
A parte qualche vagito della CGIL non ci sembra di aver udito grida di dissenso nei confronti dell’operato del Ministro. Qualche ritocco al decreto, senza modificarne l’impianto complessivo, sarà ritenuto sufficiente a dimostrare di aver avuto un ruolo nella questione. Del resto non scordiamoci che la riforma Brunetta è legata a filo diretto con i contenuti del Memorandum siglato da Cgil, Cisl, e Uil.
 
E quindi?
E quindi crediamo di aver spiegato in maniera più che dettagliata le ragioni del nostro sciopero e rivolgiamo un appello a tutti i lavoratori pubblici: ribelliamoci a questo futuro prima che diventi presente, scioperiamo compatti il 3 luglio e partecipiamo  a tutte le iniziative messe in atto per contrastare il decreto. Difendiamo il nostro salario, la nostra carriera, il nostro posto di lavoro, lo stato sociale prima che sia troppo tardi!

manifesto_3luglio_generico
postato da: pietrodigennaro alle ore 19:54 | link | commenti
categorie: politica, societa, lavoro, sindacato, dignitĂ  e diritti
sabato, 06 giugno 2009

elezioni a Salerno

salerno1... sto pensando all'astensione. Nessuno mi ha convinto nemmeno sul piano personale, figuriamoci su quello politico. Prevedo alla provincia di Salerno la vittoria di Cirielli spinto da ben 17 liste contro le 10 di Villani ... una prova muscolare dei candidati che "useranno" le loro famiglie e le loro conoscenze personali al servizio di un sistema di governo che niente ha a che fare con l'idea nobile della Politica ...

Liste e candidati ammessi

 

16

Liberi tutti

postato da: pietrodigennaro alle ore 10:49 | link | commenti (2)
categorie: politica, societa
domenica, 17 maggio 2009

al Sindaco De Luca e ai condidati alla Presidenza della Provincia di Salerno



SalernoForteLaCarnaleLe RdB CUB di Salerno chiedono per i lavoratori di “Forte la Carnale” un impegno vero e lungimirante che metta la parola fine al più alto grado di sfruttamento che da tempo subiscono con la forma del contratto a chiamata.

“Forte la Carnale” è un simbolo per Salerno che come struttura pubblica và restituita alla cittadinanza e a tutti i visitatori che potrebbero accedervi attraverso un percorso turistico/culturale che rilancerebbe la struttura del Forte come eccezionale punto di richiamo e di ritrovo.

L’uso privatistico del Forte ne riduce le attività e la fruibilità da parte dei cittadini durante la giornata e nel corso dei mesi dell’intero anno solare perché subordinata ai momenti che ne consentono il massimo profitto attraverso feste private e le serate danzanti. Solo in questi momenti i lavoratori hanno la chiamata.

Le RdB CUB condannano con fermezza questa apoteosi dello sfruttamento “just in time” della forma più subdola di lavoro precario a basso costo.

C’è una ricchezza enorme che “Forte la Carnale” deve redistribuire in termini di lavoro stabile e duraturo, in termini di cultura, spettacolo e turismo, in termini di restituzione ai cittadini salernitani di uno dei posti più belli e spettacolari di Salerno.

C’è il lavoro manageriale di programmazione dell’offerta dei servizi, c’è il lavoro manageriale dell’organizzazione e dell’amministrazione, c’è il lavoro di promozione, c’è il lavoro di custodia, manutenzione e vigilanza, c’è il lavoro di ristorazione: c’è tanto lavoro da “qualificare” per dare attraverso  “Forte la Carnale”, dignità ai lavoratori e all’azione degli amministratori pubblici che devono assumersi tutte le responsabilità politiche che oggi hanno al Comune e domani alla Provincia.

Le RdB CUB di Salerno, nel riaffermare la loro indipendenza dai partiti e dalla politica, chiedono al Sindaco e ai candidati alla Provincia, un impegno pubblico preciso che risponda nel prossimo futuro con atti concreti ai bisogni di dignità e di reddito dei lavoratori di “Forte la Carnale” e di tutti quei posti di lavoro che devono essere liberati da ogni forma di precarietà e sfruttamento. Questi sono i segnali che possono dare una seria credibilità ad ogni ipotesi di uscita dalla terribile crisi economica che continua a bastonare senza alcuna pietà le classi sociali più povere e meno tutelate del nostro caro “bel paese”.


 Federazione Provinciale RdB CUB
mercoledì, 13 maggio 2009

RdB CUB ANTI G8 UNIVERSITY SUMMIT 2009

TORINO G8 UNIVERSITY SUMMIT 2009: I RETTORI SI CELEBRANO
NOI DENUNCIAMO LA CRISI DELL'UNIVERSITÀ

RDB-CUB ADERISCE ALL'ANTI G8 DELL'UNIVERSITA'
ED ORGANIZZA ASSEMBLEA-DIBATTITO

noilacrisi
Torino, lunedì 18 maggio - ore 13
Centro didattica della Facoltà di Medicina, Aule di Fisiologia
C.so Massimo d’Azeglio, 50

Tra il 17 e il 19 maggio si terrà a Torino G8 University Summit 2009, promosso dalla Conferenza dei Rettori Italiani (CRUI).

In tale occasione la RdB-CUB Università, aderendo alle iniziative anti G8, ha organizzato un’assemblea-dibattito, aperta a tutte le componenti universitarie, dal titolo "La crisi dell'Università nella competizione globale".

L'incontro intende denunciare le scelte disastrose dei Rettori e quelle del Governo, ed aprire un dibattito sul come contribuire a disegnare e rilanciare un progetto di Università della società e per la società, alternativo a quello di privatizzazione e/o smantellamento.

Interverranno:

Roberto Burlando, Università degli Studi di Torino;  Giorgio Faraggiana, Politecnico di Torino;  Orazio Maccarone della Direzione nazionale RdB-CUB Università; Andrea Merlon, INRIM  Torino, USI/RdB Ricerca; una rappresentanza studentesca dell’Onda; Luciano Vasapollo, Università degli Studi La Sapienza, Roma.

"Abbiamo aderito all’anti-G8 perché viviamo una Università molto diversa da quella che i Rettori descrivono".

 "Siamo in un’Università in via di dismissione, dove disagio e precarietà interessano tutti: gli studenti, che a una formazione sempre meno qualificata ma sempre più costosa devono aggiungere un futuro di precarietà; i docenti, il cui status e la cui libertà viene rimessa a valutazioni economicistiche della didattica e della ricerca; il personale tecnico amministrativo, la cui unica certezza sono i salari da fame e la precarietà galoppante dei rapporti di lavoro. Interessa infine la società, che ormai vive l'Università come uno spreco di risorse e non più come uno strumento di promozione culturale, civile, scientifico, sociale ed anche economico".

"Le strategie neoliberiste, perseguite in nome dell’autonomia dai rettori degli Atenei italiani negli ultimi 20 anni  sono il fondamento della crisi del sistema universitario nazionale. Siamo convinti che l’ente di diritto privato CRUI ne sia pienamente responsabile, avendo scambiato il suo riconoscimento istituzionale con l’applicazione di tutti i provvedimenti governativi tesi a destituire l’Università pubblica: tagli dei finanziamenti, competizione tra Atenei, Fondazioni e privatizzazione.

Per questo invitiamo tutte le componenti universitarie a partecipare alla nostra iniziativa, per tradurre in proposte pratiche lo slogan - Noi la vostra crisi non la vogliamo pagare -

Torino, 13 maggio 2009


manifestoantig8presentazione_torino
domenica, 03 maggio 2009

... intellettuali ???


Romano LUPERINI



Fine del postmodernismo e condizione degli intellettuali

in podcast su unis@und


La teoria letteraria marxista e materialista negli anni della sua crisi (1970-2006)
di Romano Luperini
postato da: pietrodigennaro alle ore 11:37 | link | commenti
categorie: societa, lavoro, manifestazioni
sabato, 02 maggio 2009

1° Maggio di lotta e di dissenso !

CONTRO LA CRISI E LA REPRESSIONE:
LAVORO LIBERTA’, DIRITTI E DIGNITA’

CORTEO IMPONENTE DEL 1° MAGGIO A NAPOLI

Insieme nelle lotte: movimenti, collettivi e il PATTO DI BASE

1maggio_napoli

Davanti alla crisi globale, i governi continuano a garantire i profitti dei grandi potentati economici, continuano a distruggere la salute e l’ambiente, a dismettere lo stato sociale. Una “ricetta” di macelleria sociale che va a colpire con la repressione chi lotta per i diritti sociali, per difendere la formazione, per reclamare reddito e lavoro, contro la precarieta’ e contro discariche ed inceneritori.


 Il 1° Maggio a Napoli  ha visto il protagonismo delle lotte sociali, il protagonismo del sindacalismo di base e del suo PATTO, il protagonismo di migliaia e migliaia di lavoratori, precari, disoccupati e studenti; il protagonismo di chi non vuole pagare la crisi, di coloro che difendono e reclamano a gran voce un altro mondo possibile.

 

Corteo promosso da:

Federazione regionale CUB, Confederazione, Regionale Cobas, Confederazione regionale SDL, Coordinamento di Lotta per il lavoro, Centro sociale Carlo Giuliani, Precari e disoccupati SLL, Movimento disoccupati per il lavoro, Aposs, Edn, Udn, Udo, Laboratorio Occupato Insurgencia, Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano, Orientale 2.0 in Onda, Collettivo Autorganizzato Universitario, Collettivo Femminista Pachamama, C.AN.NA Collettivo Antiproibizionista Napoletano, Collettivo Antirazzista Napoli Internescional.


prima rassegna fotografica su: http://salerno.rdbcub.it/
 
mercoledì, 22 aprile 2009

UniNomade - Roma, 25 e 26 Aprile


 
Nel mezzo della crisi, nel momento in cui gli effetti della recessione si fanno più drammatici, ci sembra cosa non oziosa proporre una discussione sul tema del sindacato e sul rapporto tra questo e i nuovi movimenti. È evidente, infatti, che la crisi porta con se una ridefinizione delle forme della contrattazione sociale, non fosse altro perché le forme “tradizionali” faticano ad essere efficaci. In Italia, ad esempio, all'inefficacia delle forme classiche della contrattazione sociale si accompagna il collasso dei modelli concertativi (collasso determinato sia dall'alto che dal basso, dai movimenti) e un'iniziativa capitalistica molto dura che ha come bersaglio privilegiato il diritto di sciopero e, più in generale, i sindacati che scelgono la linea del conflitto. Nuovi movimenti, però, hanno in questi mesi scosso l'Europa: dall'Italia alla Grecia, dalla Francia alla Spagna, movimenti studenteschi e precari hanno conquistato la scena politica, sperimentando nuove forme di conflitto e dando vita a forme di autorganizzazione inedite. Irrisolta è rimasta la questione della contrattazione sociale e dell'effettiva capacità di questi movimenti di strappare vittorie concrete. Così come appare decisiva la questione della generalizzazione delle lotte e della connessione tra i conflitti del lavoro cognitivo (o in formazione) e il lavoro operaio o dei settori tradizionali del pubblico impiego, oggi sempre più segnati dai processi di precarizzazione. A seguire il programma.



PROGRAMMA

25-26 aprile presso Esc, atelier occupato (via dei Reti 15 – Roma)

* Sessione introduttiva (ore 10 – 13:30)

Ridefinire le forme della contrattazione sociale

Introduce e modera: Alberto De Nicola

Genealogia della forma sindacato – Sandro Mezzadra

La dimensione globale della crisi e delle trasformazioni della forma sindacale – Valery Alzaga

Crisi economica e modello biosindacale – Andrea Fumagalli

Discussione


Pausa ore 13:30, pranzo presso Esc

* Seconda sessione (ore 14:30 – 19)

Soggetti e territori dei nuovi conflitti sociali

Introduce e modera: Beppe Caccia

a seguire nella forma della tavola rotonda (15 minuti ciascuno) intervengono:

Lavoratori della comunicazione e della conoscenza – Cristina Morini

Scuola – Girolamo De Michele

Lotte sulla formazione in Francia – Judith Revel

Alitalia – Marco Trasciani

Logistica (a partire dalle lotte sulla TNT) – Gianni Boetto

Lotte e sindacalizzazione del lavoro cognitivo in Usa – Gigi Roggero


* Terza sessione (domenica 26 aprile ore 10) – Panel di discussione con i sindacati


La forma sindacale dentro, contro e oltre la crisi

Introducono e moderano: Francesco Raparelli e Luca Casarini

Relazione – Toni Negri

Discutono:

Gianni Rinaldini e Giorgio Cremaschi (Fiom) - Piero Bernocchi (Cobas) - Francesco Sinopoli (Cgil-Flc) - Pierpaolo Leonardi (Cub/RdB) - Fabrizio Tommaselli (Sdl)



Info: escatelier.net - globalproject.info - uniriot.org


noi

Contro l’insostenibile G8 dell’università

appello dall'Onda torinese

*******************

G8 dell'università a Torino

L'Onda non vi sostiene ma vi travolge



Ho conosciuto Tony Negri e ho visto, sentito, mangiato e bevuto ... nutrendo sensi e stimolanti idee ... eppoi ... sono tornado nella mia pereferia provinciale della nuova comune metropolitana !?? - la questione sindacale ??! - ... con Francesco (vergognoso) Sinopoli (Cgil-Flc) ???


materiali audio

Dentro la crisi, oltre la crisi

uninomade



lunedì, 13 aprile 2009

Sabatino Catapano


Domenica 19-aprile 2009, alla Cantina dei Romantici (Pastena, di fronte al Fatima), presentiamo il libro di Sabatino Catapano. Ovviamente ci sarà Lui (Sabatino), ed il suo alter ego Pulcinella....



LOC_Sabatino_19-4-09



postato da: pietrodigennaro alle ore 13:59 | link | commenti
categorie: societa, manifestazioni, dignitĂ  e diritti
sabato, 04 aprile 2009

Eat the rich

Mangiati il ricco !!di Sergio Cararo su Contropiano
MangiatiRicco
venerdì, 27 marzo 2009

IO MANIFESTO !!!

28marzo1_piccolo

In occasione della riunione dei Ministri del Welfare del G8 che si terrà a Roma dal 28 al 31 marzo 2009 il PATTO DI BASE, assieme a tutte le forze sociali e di movimento che si battono per non pagare la crisi, ha organizzato una grande manifestazione nazionale.

DIFENDIAMO OGNI POSTO DI LAVORO E IL DIRITTO DI SCIOPERO
MOBILITIAMOCI A SOSTEGNO DELLA PIATTAFORMA DEL PATTO DI BASE

lunedì, 09 marzo 2009

NO ARMI - NO BASI - NO WAR

14 Marzo a Napoli

 

Mobilitazione nazionale

contro le basi militari e contro la guerra permanente

   Viviamo in un momento di crisi globale alimentata dalla guerra permanente che è espressione della politica bellicista e militarista dei paesi occidentali, Usa, Unione Europea, ma anche dei Governi italiani succedutisi negli ultimi anni.

   In concomitanza con la celebrazione del 60° anniversario della NATO prevista il prossimo 4 aprile 2009 a Strasburgo, accogliamo l’invito ad una mobilitazione mondiale per l’abolizione della Nato, lo smantellamento di tutte le Basi militari straniere nel mondo, lo smantellamento unilaterale di tutti gli armamenti nucleari e condanniamo tutte le azioni che mirano alla costruzione di nuove armi nucleari in qualsiasi continente.

   In prospettiva dell’appuntamento europeo, lanciamo l’Assemblea e la mobilitazione per il 14 marzo a Napoli per togliere le basi alla guerra permanente.

   In Italia vi sono oltre 100 basi ed installazioni militari che vanno da Bolzano a Lampedusa, rendendoci complici degli interventi armati mascherati da missioni di pace o umanitarie. Queste strutture   costituiscono un grave pericolo per la sicurezza dei cittadini esponendoli al rischio di incidenti nucleari, inquinamento elettromagnetico ed acustico, alla possibilità di attentati terroristici.  

   Portaerei, cacciabombardieri, sottomarini, aerei, elicotteri, missili, bombe, scie chimiche, macchine di morte di ogni specie possibile passano e stazionano nelle installazioni militari rilasciando radioattività che contamina l’ecosistema marino con  ricadute ultime sulla catena ecologico-alimentare.

   Abbiamo detto NO al Dal Molin e continueremo a dirlo, ma lo stesso vale per il resto del territorio italiano, oramai ricoperto di basi e prima linea della guerra globale.

Perché Napoli?

   Napoli è una città invasa da strutture militari, e uno dei principali porti per sostenere i conflitti in Medio Oriente ed ora sede del comando di Africom: qui si è trasferito il comando di tutta la Marina Militare statunitense, per il controllo di Europa, Asia (Medio Oriente) e Africa. Snodo del traffico di portaerei, sottomarini a propulsione nucleare e armamenti di ogni genere.

   In Campania è stato sperimentato il nuovo metodo di controllo militare delle periferie  con il decreto rifiuti che ha annullato gli spazi fondamentali di democrazia paventando la difesa del territorio ed utilizza l’esercito in funzione di ordine pubblico.

Perché il 14 Marzo?

Abbiamo scelto questa data per ricordare i sei anni di guerra d’aggressione e di rapina all’Iraq, e le trattative dell’Eni per Nassiriya ne sono la conferma.

ore 10,30 Assemblea Nazionale

del Patto permanente contro la guerra  presso Palazzo Corigliano, Università Orientale

ore 15:00 concentramento a piazza del Gesù

per raggiungere il porto nuclearizzato

 

TOGLIAMO LE BASI ALLA GUERRA 

Patto permanente contro la guerra

Comitato Pace Disarmo e Smilitarizzazione del territorio- Campania, Rete Lilliput, Asper-Eritrea, Donne in nero, PeaceLink, Un ponte per…, Sinistra Critica, La Comunità per lo sviluppo umano, Federazione Campana RdB/CUB, Attac, Confederazione COBAS, Comunità palestinese, Orientale 2.0, Acli Arenella, Laboratorio occupato Insurgencia, Pax Christi, Scuola di Pace, Vas, Manitese, Rete dei Comunisti, Cvx, Red Link, Comitato Chiaiano, Rete Salute e Ambiente, Mani libere Italia, Comitato per la Marcia Mondiale, Marco Mascagna, Rete Sanità, Area Antagonista Campana, Comitato campano di solidarietà con il popolo palestinese, Movimento disoccupati Banchi Nuovi, Cantieri Sociali, Cooperativa sociale Dedalus, Associazione Priscilla, Giuristi democratici, Il Centro Gandhi Edizioni, Quaderni Satyagraha.

 


 
 
AAA… PATRIMONIO MILITARE SVENDESI
 
Con la costituenda Difesa Servizi S.p.A. si fa cassa col patrimonio immobiliare militare, mentre le aree demaniali potranno essere utilizzate anche per discariche, inceneritori e centrali nucleari.
 
Si apre oggi a Cannes il Mipim, il principale salone internazionale della proprietà immobiliare, che proseguirà fino al 13 marzo. La novità di questo anno è la partecipazione del Ministero della Difesa italiano, presente per garantirsi l’attenzione dei possibili acquirenti che in un futuro non remoto potrebbero essere interessati a speculazioni sul patrimonio militare italiano. Questo futuro è legato ai tempi di approvazione in Parlamento del ddl 1373 di istituzione della Difesa Servizi S.p.A., forse la più grande operazione di privatizzazione e svendita mai tentata nel Paese.
 
“La costituzione della Difesa Servizi S.p.A consentirebbe di scavalcare tutti gli impedimenti frapposti dalla normativa vigente e, cosa più importante, uscire fuori dal controllo democratico del Parlamento”, sottolinea Massimo Solferino della RdB-CUB Difesa “Il principale obiettivo di questa società è quello di far cassa utilizzando il patrimonio collettivo, espropriando così cittadini della possibilità di una riconversione al sociale di queste risorse, con ricadute benefiche sull’intera collettività”.
 
“Ma la Difesa Servizi S.p.A. non si occuperà solo della svendita del patrimonio del demanio militare. Infatti – aggiunge Solferino –  tra le funzioni ad essa attribuite figurano anche l’utilizzo, in proprio o con gestioni miste pubblico-privato, di aree demaniali per settori strategici quali lo smaltimento rifiuti e l’approvvigionamento energetico. Ci troveremo dunque di fronte al cambiamento della destinazione d’uso di immense aree, sottoposte oggi a vincoli militari, in cui sarà possibile costruire discariche, impianti per la produzione di combustibile da rifiuti (CdR), inceneritori e, potenzialmente, anche centrali nucleari. Il tutto senza dover dar conto a Comuni, Province, Regioni o al Parlamento ma rispondendo solo al suo unico azionista: il Ministro della Difesa”.
 
Prosegue il rappresentante RdB: “Il personale civile e parte di quello militare verrà assorbito, privatizzato e utilizzato a supporto di tutte queste operazioni, venendo spogliato di tutte le prerogative di pubblico dipendente al servizio dello Stato. Per tutte queste ragioni la RdB-CUB P.I. contrasterà questo progetto scellerato e fa appello a tutti i cittadini, gli amministratori, le forze sociali e parlamentari affinché vi si oppongano in tutte le sedi opportune”, conclude Solferino.
 
Roma, 10 marzo 2009 - Federazione Nazionale RdB CUB -
 

reddito minimo

Lazio. LA LOTTA RENDE POSSIBILE

L’ASSEGNO PER DISOCCUPATI E PRECARI

logo_rdb_cubL’introduzione di un reddito di 530 Euro al mese per disoccupati, inoccupati e precari del Lazio con reddito inferiore a 8.000 Euro, è un primo e significativo risultato della lotta per l’istituzione della legge sul reddito sociale minimo sostenuta della Rete per il reddito e dal sindacalismo di base.


Sicuramente la crisi in atto ha contribuito ad accelerare l’approvazione della legge regionale, ma la proposta per il reddito e il percorso di lotta per la sua approvazione è iniziato 2 anni fa, è stato sostenuto dalle forze sociali e sindacali di base con la convinzione che il reddito minimo sia un diritto universale e uno strumento necessario a contrastare il ricatto del precariato introdotto dalle politiche liberiste nel mercato del lavoro.

Secondo la RdB-CUB sarà però necessario un consistente incremento del fondo, finanziato dalla Regione Lazio con 20 milioni di euro per il 2009 e con impegno ad incrementare la spesa per gli anni 2010/2011, per rispondere adeguatamente alle necessità di tutela sociale e al diritto al reddito di una più ampia platea di disoccupati e precari. Platea che, se non si interviene subito anche con la stabilizzazione dei precari presenti nel territorio regionale, è destinata a crescere nell’immediato futuro.

postato da: pietrodigennaro alle ore 19:25 | link | commenti
categorie: politica, societa, sindacato, dignitĂ  e diritti